Pinocchio, che cos’è una persona?

Davide Iodice

PINOCCHIO COME EMBLEMA DELLA DIVERSITÀ

Il lavoro di ridefinizione delle identità attraverso lo strumento dell’Arte, la centralità della persona e delle sue fragilità, sono i principi alla base della pedagogia della Scuola Elementare del Teatro, conservatorio popolare per le arti della scena.

“Più volte in questi dieci anni la figura del burattino Pinocchio ci è stato di ispirazione. Da sempre ci siamo rivolti a lui come a un fratello simbolico dei ragazzi con sindrome di Down o di autismo, o Williams, o Asperger che compongono l’articolato gruppo di lavoro. Come pure appartiene alla stessa famiglia di quei ragazzi “miracolosamente” sottratti al crimine o in pieno percorso di ridefinizione della propria esistenza all’uscita del carcere che non hanno potuto (?) o saputo (?) evitare. Pinocchio e l’intera compagine simbolica della favola sembrano incarnare tutte le caratteristiche di un’adolescenza incomprensibile, incompresa, nel cui tormento a tratti gioiosamente furioso, a tratti cupo e irredimibile, si specchia una società di adulti da macchietta o in rovina. Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi, con la loro carica anarchica e dirompente ma è pure il legno ‘stuprato’ come diceva Bene, dalla perversione ‘dell’immagine e somiglianza’ aggiungo io di un Padre, di tutta una Società normalizzante per la quale il concetto di Persona ha canoni rigidi, di convenzione, borghesi. Pinocchio, in una prima stesura, finiva con l’impiccagione del burattino, come a segnare un’impossibilità di uscita, poi corretta da Collodi con una definitiva, conciliante, benevola trasformazione in bambino, in Persona. Si, ma che cos’è una Persona?

Questo progetto ha determinato la formazione di una vera e propria compagnia della Scuola Elementare del Teatro.

Pinocchio pone la questione del rapporto con la genitorialità; l’ispirazione è connessa al momento in cui Pinocchio ritrova suo padre nella pancia della balena. Geppetto gli dice che tra un po’ la candela si spegnerà e rimarranno al buio. Pinocchio risponde: “E dopo?” e Geppetto non riesce a trovare la risposta, la soluzione la troverà Pinocchio. Questo “dopo” è un po’ la domanda principale che si pone qualsiasi genitore di un ragazzo ‘straordinario’ come preferisco dire, nel senso di extra- ordinario, cioè fuori dall’ordinario. La risposta non spetta solo alla famiglia, ma anche alla società, alla comunità, a chi si occupa di assistenza. Geppetto è un genitore che ha un figlio generato da un pezzo di legno e vuole a tutti i costi renderlo “normale”. Noi che lavoriamo con la diversità e la fragilità, sappiamo come il concetto di normalità sia molto malinteso e pericoloso. Sento l’esigenza, dopo anni, di fare un vero e proprio manifesto per e sulla disabilità. Spesso c’è tanta retorica, tanta carità un po’ penosa. Quello della disabilità è un mondo molto complesso e ricco, c’è una volontà di espressione da parte di questi ragazzi, di essere visti per quello che sono. Ai ragazzi spiego che la “normalità” è il diritto ad avere momenti di felicità, di espressione, di condivisione”.

Davide Iodice

ideazione, drammaturgia, regia Davide Iodice
compagnia Scuola elementare del teatro 

produzione Interno 5 e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

partner Campania Teatro Festival, Forgat ODV, Teatro Trianon Viviani,

con Giorgio Albero, Gaetano Balzano, Danilo Blaquier, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Giuseppe De Cesare, Simona De Cesare, Patrizia De Rosa, Gianluca De Stefano, Paola Delli Paoli, Chiara Alina Di Sarno, Aliù Fofana, Cynthia Fiumanò, Vincenzo Iaquinangelo, Marino Mazzei, Serena Mazzei, Giuseppina Oliva, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Antonio Senese, Giovanna Silvestri, Jurij Tognaccini, Renato Tognaccini

training e studi sul movimento Chiara Alborino e Lia Gusein-Zadé

equipe pedagogica e collaborazione al processo creativo Monica Palomby, Eleonora Ricciardi

tutor Danilo Blaquier, Veronica D’Elia, Mara Merullo

cura del processo laboratoriale Scuola Elementare del Teatro Aps versi Giovanna Silvestri

realizzazione scene Ivan Gordiano Borrelli

cura dei costumi Daniela Salernitano con Federica Ferreri tecnico audio Luigi Di Martino

tecnico luci Mattia Santangelo

direttrice di produzione Hilenia De Falco

si ringraziano Gabriele D’Elia, Natalia Di Vivo, Tonia Persico, Ilaria Scarano

Info ARTEVEN https://www.myarteven.it/rassegne/colibri-festival-2026

Ott 17, 2026
  • Organizzatore: Ullallà teatro